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Speriamo che sia suina

La perdita di fiducia nelle istituzioni, siano esse nazionali o internazionali, sta portando ad una sempre più crescente sfiducia nei confronti della scienza. Anche il mondo scientifico, ormai, viene inquadrato con una lente tutta politica che lo divide in schieramenti, sempre più opposti, sempre più nemici.

Come la politica, sembra che anche la scienza tenda ormai a seguire una strada frastagliata, curvilinea, incoerente. Una strada contraddistinta sempre più, e sempre più spesso, da dettami economici e finanziari. Un fenomeno vecchio, certo, ma reso sempre più visibile dalla globalizzazione delle informazioni e dai fatti di cronaca.

La diatriba internazionale che in queste settimane vede scontrarsi medici, scienziati e tanti altri personaggi più o meno competenti, è stata dominata da un unico elemento: la confusione. Sembra quasi che la questione dell’Influenza A faccia più parte di un’accesa e trasversale campagna elettorale piuttosto che di un serio discorso scientifico, indirizzato all’esclusivo interesse dell’intera umanità.Vaccino sì, vaccino no?

In uno scenario simile, solo determinati attori possono trarre vantaggi: i detentori di maggiore influenza politica ed economica. Non un buon segno per l’interesse collettivo. Il conseguente squilibrio di visibilità, inoltre, può provocare delle reazioni sproporzionate alla reale portata del problema: il catastrofismo da un lato, e il menefreghismo dall’altro, non risolvono di certo i numerosi enigmi racchiusi nell’intera vicenda.

Razionalmente, il passo più giusto da fare sarebbe quello di trovare un compromesso tra i tanti, troppi punti di vista, partendo essenzialmente dai dati oggettivi e da alcuni precedenti. Ma andare a fondo, selezionando le informazioni più serie e più “scientifiche”, è un lavoro arduo che non merita superficialità, né incompetenza. Tuttavia, come spunto per un ragionamento, segnalo alcuni punti non collegati tra loro (e, probabilmente, nemmeno collegabili):

1) Il governo statunitense, la scorsa primavera, ha deciso la totale immunità legale per le case farmaceutiche produttrici del vaccino contro il virus H1N1: ciò significa che, nel caso eventuale tale vaccino dovesse avere degli effetti non proprio positivi sui vaccinati, la legge americana non potrà perseguire i responsabili.

2) Nel 1976, con dinamiche molto simili alle attuali e sempre negli Stati Uniti (contrariamente a quanto viene creduto, i primi casi della contemporanea Influenza A non si sono registrati in Messico ma negli U.S.A), si diffuse un ceppo di “Influenza A”: attraverso una campagna di sensibilizzazione abbastanza traumatica [video], l’Amministrazione Ford indusse più del 30% della popolazione a vaccinarsi. Mentre l’influenza fece registrare – di per sé – un solo morto e qualche centinaio di contagi, gli effetti collaterali del vaccino (principalmente neurologici) si manifestarono in almeno cinquecento casi e provocarono la morte di venticinque pazienti per via della sindrome di Guillain-Barré. Il tutto portò alle dimissioni del direttore del CDC, David Sencer, nonché ad onerosi risarcimenti in favore delle vittime della vicenda. Il caso fu affrontato anche dalla trasmissione televisiva statunitense “60 minutes”.

3) Donald Rumsfeld fu Capo di Gabinetto di Gerald Ford e Segretario alla Difesa americana dal 1975 al 1977 (nel primo incarico era affiancato da Dick Cheney).

www.tamiflu.com

Da sempre impegnato nell’industria farmaceutica, nel 1997 ha assunto la guida della Gilead Sciences Inc., incarico che ha lasciato nel 2001 per diventare nuovamente Segretario alla Difesa americana con l’Amministrazione Bush. La Gilead Sciences Inc. ha brevettato e prodotto il farmaco anti-influenzale Tamiflu, tanto discusso nell’ultimo periodo. Davvero poco rassicurante lo slogan che compare nel sito ufficiale della medicina: “Flu symptoms can disrupt your world”.

4) Una stretta collaboratrice del Dipartimento di Stato statunitense, Nina Fedoroff, nel marzo scorso ha rilasciato un’intervista alla BBC nella quale sostiene:

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We need to continue to decrease the growth rate of the global population; the planet can’t support many more people [...] There are probably already too many people on the planet.

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5) La giornalista autriaco-irlandese Jane Bürgermeister, autrice di pubblicazioni di un certo rilievo, ha aperto un sito nel quale raccoglie quotidianamente informazioni sull’attuale corso dell’Influenza A, provenienti da tutto il mondo. Inoltre sostiene una tesi ben precisa sul vaccino e sulla campagna di vaccinazione, ed ha inoltrato una serie di denunce di alto calibro (Organizzazione Mondiale della Sanità, Baxter, Amministrazione Obama, et al.) alle quali – secondo la stessa Bürgermaister – non è stato accordato il regolare corso burocratico.

Di seguito una video intervista con la giornalista, datata settembre 2009. Qui con i sottotitoli in italiano.

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6) Come è già successo in precedenza, anche in questa occasione i Governi mondiali hanno cominciato ad acquistare milioni di dosi di vaccino anti-influenzale. Negli anni scorsi le campagne di vaccinazione per simili sindromi “anomale” sono fallite, ed hanno avuto l’unico effetto di spostare ingenti quantitativi di denaro pubblico nelle casse delle industrie farmaceutiche.

Industrie farmaceutiche che non nascondono di certo la propria brama di profitto: Daniel Vasella – direttore generale Novartisin un’intervista rilasciata al Financial Times nel giugno scorso, spiega la decisione di non offrire gratuitamente il vaccino ai Paesi in via di sviluppo, sostenendo che:

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If you want to make production sustainable, you have to create financial incentives.

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7) Si dice che la normale influenza stagionale sia molto più pericolosa dell’Influenza A. Stando così le cose, in caso di malanno, occorrerebbe probabilmente auspicarsi che si tratti di influenza suina! Ma nel dubbio, cosa fare? Vaccinarsi? Non vaccinarsi? Stare chiusi in casa? Ad ognuno libera sentenza.

  1. Novembre 20, 2009 alle 07:21 | #1

    Rimango della mia idea, Fede: è una truffa bell’e buona, e come me la pensa il governo polacco che ha detto no al vaccino. Se è più leggera della stagionale, perché vaccinarsi per un po’ di raffreddore?
    Ieri Fazio ha detto che il virus si trasforma, quindi un altro buon motivo per vaccinarsi. Ma contro cosa, se non sappiamo in che cosa si trasforma? La faccenda puzza sempre di più.

    • Novembre 20, 2009 alle 12:36 | #2

      Sì, la faccenda puzza sempre di più. Che ci possano essere dati discordi, diverse interpretazioni e così via, può anche essere normale in certe situazioni. Ciò che è ridicolo è questa mancanza di chiarezza, questa vaghezza nelle informazioni, questi dubbi sempre più ingombranti e ormai condivisi – come hai ricordato – da governi dell’Unione Europea (mica parliamo di Cina!)
      In tutto questo mi preoccupa il fatto che, nel malaugurato caso esplodesse davvero una pandemia micidiale, lo scetticismo creato da questi (presunti) falsi allarme potrebbe rivelarsi tragico.

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